Una partita per favorire l’integrazione e la socializzazione

Sezione di Calanissetta:
Tre istituzioni insieme per favorire la socializzazione e l’integrazione. L’Istituto Penale Maschile per i Minorenni di Caltanissetta, il locale Liceo di Scienze Applicate “Sebastiano Mottura” e l’Associazione Italiana Arbitri, rappresentata nel territorio dalla sezione nissena, hanno organizzato, lo scorso 24 maggio, un incontro di calcio a cinque tra le mura del penitenziario del capoluogo tra i giovani detenuti e gli studenti di una classe di diversamente abili del liceo.
Istituto penitenziario, scuola e arbitri, impegnati quotidianamente, ciascuno nei propri ruoli, nella crescita dei giovani nel rispetto delle regole, si sono uniti per un’iniziativa che, facendo leva sullo sport, punta al recupero dell’autostima dei giovani e alla creazione di un ponte con l’ambiente esterno per favorire il percorso di reinserimento in società.
«Sono stato coinvolto dalla dirigente scolastica del Liceo di Scienze Applicate “Sebastiano Mottura” di Caltanissetta, Laura Zurli, e dalla direttrice dell’IPM Maria Grazia Carneglia in questa iniziativa – ha sottolineato il presidente della Sezione di Caltanissetta, Domenico Amico – Come Sezione abbiamo subito dato il nostro contributo organizzativo affinché attraverso lo sport si possa realizzare un’autentica integrazione sociale».
Una serena ed emozionante giornata che ha regalato tante sensazioni e ha confermato l’importanza dell’iniziativa, seguita anche dall’educatore del Liceo Michele Tramontana, arbitro nisseno e dal cappellano don Alessandro Giambra, che quotidianamente assiste spiritualmente gli ospiti dell’Istituto penitenziario.
A dirigere l’incontro tra i giovani detenuti e i diversabili dell’istituto Mottura è stato scelto, ed ha accettato immediatamente, il Presidente del Comitato Regionale Arbitri, Michele Cavarretta, in rappresentanza di tutti gli arbitri siciliani. «In campo – ha detto Cavarretta a fine gara – vi è stata una grande correttezza tra le due compagini che hanno giocato con agonismo e voglia di farcela, nel pieno rispetto delle regole; l’iniziativa ha dimostrato la positività di questa lodevole esperienza che ha dato a tutti noi diversi spunti su cui riflettere e confrontarsi».
Una partita di calcio che ha consentito l’aggregazione di ragazzi adolescenti provenienti da realtà differenti, costantemente bisognosi di interventi preventivi ed educativi, e che ha rappresentato un’esperienza formativa considerevole per tutti, nella piena consapevolezza che il confronto ed il rispetto delle regole siano valori indiscutibili, valori che le tre istituzioni coinvolte portano avanti con determinazione e quotidiano impegno.
«Il risultato finale della gara ovviamente non conta – ha concluso Amico – hanno vinto tutti, ha vinto la solidarietà e l’integrazione».