Lezione tecnica di Giorgio Vitale a Roma 1

Vitale-alla-sez.-di-Roma-1

Giorgio Vitale è stato l’ospite d’onore nella riunione tecnica di lunedì 12 marzo 2012. Componente della CAI, Vitale è stato scelto tramite sorteggio ad incontrare la Sezione di via Gregorio VII, secondo il progetto del Comitato Nazionale riguardante le visite a tutte le Sezioni d’Italia da parte degli arbitri di CAN A e B e dei Componenti delle Commissioni Nazionali. L’incontro si sarebbe dovuto svolgere lunedì 6 febbraio, ma è stato poi rinviato a causa delle condizioni meteo avverse che il mese scorso hanno colpito la Capitale.

Dopo il saluto del Presidente Roberto Bonardo, che ha introdotto l’ospite della Sezione di Caltanissetta alla platea, Giorgio Vitale ha presentato e descritto la Commissione Arbitri Interregionali, di cui è Componente. La CAI è il primo Organo Tecnico Nazionale a cui un arbitro accede dal Comitato Regionale. Per questo motivo, all’interno della Commissione è stata istituita la figura del Tutor, coordinatore e punto di riferimento per gli arbitri che dirigono gare di Eccellenza e Promozione oltre il proprio confine regionale.
La riunione ha assunto un aspetto prettamente tecnico, quando il relatore ha trattato un argomento di interesse comune a tutti i presenti, senza distinzione di Organo Tecnico di appartenenza: le doti arbitrali, ossia l’allenamento, il talento arbitrale ed il regolamento. Per quanto riguarda la prima, la preparazione atletica, Vitale ha voluto sottolineare l’importanza di saper dosare le forze, ottimizzare gli spostamenti ed avere una corsa efficace con movimento coordinato delle braccia, poiché un arbitro allenato crede di più in se stesso e risulta a sua volta più credibile all’esterno, influendo sul comportamento di calciatori, dirigenti e tifosi. Il secondo aspetto, “il talento arbitrale non è una dote naturale, ma è raggiungibile”, include la coerenza di comportamento nelle situazioni simili di una gara, la comprensione delle tattiche e l’analisi delle dinamiche di gioco: l’arbitro deve essere camaleontico, in grado di “adeguare gli interventi al variare del tono agonistico”. La terza dote è la conoscenza del Regolamento: l’arbitro è “custode ed interprete del Regolamento” e, affinché possa applicarlo e farlo rispettare, deve conoscerlo alla perfezione e tenersi sempre aggiornato. A tal proposito, Vitale, con l’ausilio di slides appositamente ed accuratamente preparate, ha posto qualche domanda ad alcuni dei presenti, in particolare sulle regole 11 e 12.
Infine, l’ospite della serata ha descritto diversi aspetti della figura arbitrale: quello disciplinare, in cui particolare attenzione va data alla prevenzione, che si può attuare cercando di trovarsi al posto giusto nel momento giusto; quello comportamentale, per cui l’arbitro deve essere cordiale ma non amichevole, autorevole ma non autoritario, uniforme per entrambe le società; quello psicologico, ossia trasformare la negatività in forza propulsiva positiva.
Una riunione, quella di Giorgio Vitale, ricca di contenuti e di fondamentale importanza, non solo per gli arbitri della CAI, ma per tutti gli associati di qualsiasi categoria di appartenenza, dai Giovanissimi alla Serie A.

Lucia Senni

Tratto da www.aia-figc.it