Il Comitato Nazionale in Sicilia

Il-Comitato-Nazionale-in-Sicilia

Un evento eccezionale per l’Associazione Italiana Arbitri, e segnatamente per la sua componente siciliana. Il Comitato Nazionale dell’AIA, per la prima volta nella regione, si è riunito in terra di Sicilia, precisamente ad Agrigento.

Una vera e propria festa che per due giorni, il 30 aprile e l’1 maggio, ha fatto della Città dei Templi una sorta di capitale dell’arbitraggio italiano.

Tutto questo grazie a Marcello Nicchi ed alla disponibilità data dai Presidenti regionale e sezionale, rispettivamente Rosario D’Anna ed Armando Salvaggio.

Un segnale importante che testimonia ancora una volta, ove ancora ce ne fosse bisogno, che il vertice dell’Associazione si è avvicinato alla base ed alle sue esigenze, anche fisicamente.

Come ha avuto modo di dire il Vice Presidente Narciso Pisacreta durante un suo breve intervento alla festa che è seguita alla riunione, l’AIA non si identifica più solo con le sue strutture centrali, ma è presente dove esistono associati, ovunque essi si trovino.

E quindi ecco che anche il “governo” dell’Associazione si può riunire lontano dalla sua sede naturale, come in ideale proseguo di quel progetto che da tre anni vede “girare” gli arbitri e gli assistenti di punta ed i componenti dei vari Organi Tecnici per le 212 Sezioni d’Italia, oggi 211.

Da contorno alla riunione del Comitato Nazionale, tenutosi nella mattinata di giorno 30 e che ha tracciato le linee guida del finale della stagione, si è tenuta una festa magnificente, alla quale hanno partecipato ben 418 persone, che non poteva non essere organizzata da Armando Salvaggio e dal suo staff.

Un momento di spensieratezza che ha ripagato gli intervenuti, tutto il “gotha” dell’arbitraggio siciliano, ma anche numerosissimi ragazzi alle prime armi nell’Organo Tecnico Sezionale; una di quelle situazioni che non soltanto ripaga i singoli e le loro famiglie dei tanti sacrifici ma, se possibile, rafforza vieppiù la passione verso l’attività.

Dopo l’applaudita esibizione del gruppo folkloristico “Val d’Akragas” e del bravo attore comico Enrico Guarneri, che ha fatto letteralmente sbellicare il pubblico dalle risate, il breve intervento di Marcello Nicchi, che ha ribadito la forza di quest’organizzazione che ha solide radici, ma che è proiettata ne futuro.

“Noi – ha affermato – nella società odierna rappresentiamo una certezza per quanto riguarda il rispetto delle regole. Mandiamo a tutti un messaggio che è foriero di Cultura, perché con il nostro esempio, col vedere che nelle nostre sezioni ci stanno persone per bene, coll’insegnare ai ragazzini a prendere decisioni in pochi attimi quando nella vita ci sono individui incapaci dal prenderne una, facciamo esattamente questo, facciamo cultura. Non siamo più semplicemente “arbitri”. Potremmo anche cambiare nome alla nostra Associazione, aggiungendovi il riferimento alla Cultura”.

Al termine del saluto di Nicchi e prima della sontuosa cena di gala si è passati alla premiazione degli associati agrigentini: il Premio “Giuseppe Chiaramonte” è stato assegnato all’arbitro regionale Giovanni Sanzo, quello “Empedocle Mangione” all’assistente Roberto Drago, il premio “Ulisse Arancio” all’arbitro OTS Giuseppe Girgenti, il “Pietro Arancio” all’osservatore Gaetano Catalano ed il “Filippo Lentini”, destinato all’arbitro nuovo immesso particolarmente distintosi, a Carlo Virgilio.

Una menzione particolare la merita il sig. Settimio Di Stefano, che ancora una volta si è dimostrato un autentico amico degli arbitri.

L’indomani, una tranquilla mattinata di relax per le vie del bel centro storico di Agrigento.

Rodolfo Puglisi

Nella foto, il Comitato Nazionale poco prima della riunione: in piedi dietro Trentalange, Nicchi, Pisacreta e Meloni, D’Anna e Salvaggio.