Caprini: Meglio provarci e fallire che non provare mai!

Claudio-Caprini-a-Messina

Grande presenza di associati e sala riunioni al completo venerdì 4 marzo, in occasione della riunione tecnica di inizio mese, che ha visto impegnato come relatore il componente C.A.I., Claudio Caprini della sezione di Perugia. Una visita, la sua, che rientra nel programma di iniziative volute dall’A.I.A., per avvicinare e fare conoscere gli Arbitri ed i Dirigenti Nazionali alle Sezioni. A fare, come sempre, gli onori di casa e porgere il benvenuto il Presidente sezionale, Orazio Postorino, e tutto il Direttivo.

Dopo i saluti di rito ed una breve presentazione il Presidente ha subito lasciato la platea al nostro ospite. Per oltre un’ora Caprini ha intrattenuto l’uditorio spaziando su più argomenti riguardanti la nostra Associazione; ha ripercorso brevemente i passaggi più significativi della sua carriera, ed in particolare i tanti momenti arbitrali vissuti in Sicilia ed a Messina con le numerose partite dirette nel glorioso stadio “Giovanni Celeste”, tra cui un derby Messina – Reggina. Ha sottolineato il bel ricordo che ha della città e della nostra Sezione, dove stasera, fra i tanti amici di cui conserva il ricordo, ha avuto anche il piacere di incontrare e salutare Alfredo Basile, all’epoca arbitro della CAN C.

Caprini si è poi soffermato principalmente su tre punti fondamentali per la vita di un arbitro: il rispetto delle regole, la prestazione arbitrale e soprattutto l’autostima!! Ricalcando le parole del Presidente Nicchi (“l’AIA è una associazione di persone perbene, dove le mele marce prima o poi vanno via”) e sottolineando come “noi siamo la parte sana del calcio ed un’Associazione invidiata in tutto il mondo”, Caprini ha analizzato, con l’ausilio di alcune slides da lui stesso realizzate, i tre aspetti più significativi nella formazione di un Arbitro.

“Le regole – ha detto – sono la parte più importante per un associato, che deve conoscere sia il regolamento associativo sia quello tecnico”. Ha poi concluso la sua prima parte ribadendo come l’arbitro prima di essere rispettato deve anch’egli saper rispettare gli altri. Molto più articolato il secondo punto, inerente la prestazione arbitrale, dove il componente CAI ha messo in evidenza la sua lunga esperienza di Organo Tecnico. Il collega che scende in campo deve essere analizzato sotto quattro punti principali: la valutazione tecnica, atletica, disciplinare e comportamentale.

Tanti i punti toccati all’interno di questi aspetti, tra cui il grado sempre al top di allenamento, il senso tattico ormai divenuto fondamentale per essere sempre sull’azione e valutare al meglio le azioni di giuoco, e per l’ambito disciplinare il saper interpretare la gara dando la giusta importanza alla prevenzione ed ai conseguenti provvedimenti da prendere. L’ultimo punto, infine, che lui considera fondamentale è l’autostima: “E’ la valutazione e la considerazione che l’arbitro dà a se stesso, non si nasce ma si matura col tempo ed attraverso la continua formazione e l’esperienza’’. Nelle sue parole finali è emerso tanto amore nei confronti del mondo arbitrale e tanta voglia di dare ancora qualcosa a quella che è la formazione dei giovani.

Ha sollecitato tutti noi a dare sempre il massimo e a non mollare mai perché “è proprio quando i colpi si fanno più duri e quando va peggio che non bisogna abbassare la testa”, concludendo con l’esortazione a mettersi sempre in gioco perché “è meglio provarci e fallire che non provare mai!!!”

Nicola Maddocco

Nella foto, da sn. Caprini, Postorino, il Vice Presidente sezionale Roland Herberg