Tra le montagne per scoprire di essere un gruppo

memorial-Gagliardi-Pescatore

La fine di maggio è un’altra di quelle date destinate a rimanere nella memoria di ognuno di noi come l’inizio di una grande avventura che tra risa, buona compagnia e tanta, tanta passione culminerà nel migliore dei modi. Il memorial “Gagliardi-Pescatore” è ormai diventato un classico per la nostra sezione, oltre che per l’aspetto prettamente agonistico, come occasione irripetibile per forgiare nello spirito e nel corpo i nuovi associati che vi prendono parte.

Per molti di noi è il battesimo in questo tipo di manifestazioni, ma ci sentiamo tutti a nostro agio fin dal primo istante: il clima è quello giusto, insieme a noi anche il presidentissimo Postorino, immancabile presenza portafortuna in tutti i tornei affrontati dalla sezione. Durante il tragitto, tra le consuete foto, e i primi sfottò tra compagni, si chiacchiera delle passate edizioni, della storia della nostra squadra, e di quanto importanza abbia nell’ottica della crescita di un’associazione che vuole essere una grande famiglia, prima ancora che un centro per la rigida formazione di fischietti, partecipare a eventi come questo.

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Dopo circa tre ore di marcia, senza intoppi di alcun genere, si arriva a destinazione. L’Hotel “Lo Sciatore” di Camigliatello Silano sarà la nostra base per questi due intensi giorni di gare e divertimento. L’aspetto agonistico della manifestazione è curato molto bene, e il fitto programma di partite si dipana in un girone all’italiana che prevede una sorta di “Tutti contro Tutti”, alla fine del quale solo le prime due classificate si giocheranno lo scettro di vincitrice del torneo. La temperatura oscilla tra gli 0 e i 15 gradi e questo porta a qualche problemino di adattamento per gli atleti, tuttavia, il maltempo che palesava la sua minaccia prima dell’avvio del Memorial non si è manifestato se non nella tarda serata del 1 giugno, senza quindi causare problemi al regolare svolgimento delle gare. Proprio in questa serata, la cena si è trasformata in una specie di gala, dove i rappresentanti di tutte le sezioni, per noi il presidente Lo Giudice e il capitano Maddocco, sono stati premiati per la partecipazione, e coinvolti in un certamen a suon di brindisi.

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La giornata finale, per noi particolarmente emozionante, perché condita dalla meritata vittoria, assume un significato speciale quando al banchetto delle premiazioni fanno capolino i parenti dei due sfortunati colleghi che purtroppo non sono più tra noi, e alla cui memoria è dedicato il torneo: in un misto di sentimenti contrastanti come gioia e dolore, tristezza ed euforia, si procede con le premiazioni, rivolgendo lo sguardo verso il cielo, e ringraziando coloro che hanno reso possibile tutto ciò. Infine, si torna a casa. Non prima però di aver tracciato un bilancio di questa avventura, conclusa in modo degno, concretizzata con un pieno di coppe e medaglie: scendere in campo la domenica contro 22 avversari è il compito di ogni arbitro, che tutte le settimane gioca partite difficilissime, e spesso si trova di fronte un nemico inaspettato, se stesso. La forza della nostra sezione è quella di saper creare una squadra, non soltanto quando è il momento di tirare calci al pallone, ma anche è principalmente fuori dal rettangolo verde.

Valerio Villano Barbato