Pizzi e l’importanza dell’autostima arbitrale

Alessandro-Pizzi-a-Ragusa

Con l’ausilio di slides appositamente preparate, davanti ad una sala piena di arbitri giovani e meno giovani, Alessandro Pizzi della sezione di Saronno, componente della CAI, ha tenuto venerdì 16 marzo nei locali della sezione di Ragusa una interessante e appassionante lezione tecnica sull’autostima e sulle motivazioni arbitrali, dal titolo suggestivo e di grande impatto: “Autostima – cosa passa nella testa di un arbitro?”.

Dopo i saluti di benvenuto del presidente di sezione, Andrea Battaglia, e del suo vice, Luigi Bellassai (osservatore CAI), Alessandro Pizzi ha introdotto l’argomento, prima ricordando di essere particolarmente legato a questa parte della Sicilia perché proprio a Vittoria ha esordito in C1 e poi spiegando come sia importante l’autostima arbitrale, la quale oltre a rappresentare la valutazione e la considerazione che l’arbitro dà di sè stesso, misura la propria personalità e determina anche una maggiore consapevolezza del proprio ruolo e dei rapporti con gli altri. “Con una autostima sempre maggiore – ha sottolineato – si ha di conseguenza una maggiore capacità di gestire l’incontro e di adeguare i propri interventi alle esigenze ed alle necessità della gara e la maggiore sicurezza e serenità raggiunta si ripercuoterà positivamente nel rapporto con i calciatori”.

L’attività arbitrale offre da questo punto di vista una straordinaria forma di studio, perché il direttore di gara qualunque cosa faccia o non faccia lancia continuamente dei messaggi, positivi o negativi, comunica con gli altri, e solo attraverso una grande autostima, un perfetto controllo delle emozioni, alta concentrazione e serenità nell’affrontare l’incarico affidato, e la conoscenza dei propri limiti, generano energia positiva, consapevolezza della propria preparazione, fiducia in se stessi perché si ha la piena padronanza delle situazioni. Con la crescita del livello di fiducia, che si può raggiungere attraverso la conoscenza dei propri difetti e misurandosi con se stessi, si appare sicuri e si impone così l’autorevolezza.

“La partita – ha spiegato Pizzi – è la conclusione di una preparazione settimanale atletica e mentale e la serenità è la chiave per non farsi schiacciare dal peso dell’aspettativa e dalla voglia di strafare”. Tutta la carriera arbitrale diventa un continuo percorso di crescita, mai sentirsi arrivati, provare sempre, anche nelle gare apparentemente meno significative, quell’ansia che diventa paura, che può e deve trasformarsi in energia positiva per permettere ad un arbitro di avere una padronanza e una consapevolezza tali da superare ogni situazione. Ha posto poi all’attenzione dei presenti alcuni esempi di immagine positiva di un arbitro, che viene evidenziata dalla naturalezza nei contatti, dalla spontaneità nel proporsi, dalla gestualità e dal dialogo misurati ed essenziali, dalla fermezza nell’imporsi, dalla perentorietà del fischio, dalla rapidità nelle riprese del gioco e dalla precisione nel garantire il rispetto della distanza.

Ha concluso con una divertente ricetta per raggiungere traguardi sempre più prestigiosi, nella quale oltre alla conoscenza del regolamento, alla preparazione atletica, all’autostima, alla consapevolezza, ed a un pizzico di fortuna, ha un ruolo determinante nella crescita di ciascun arbitro la frequentazione della sezione. “Decisamente sì – conclude il componente CAI – la sezione rimane un punto fermo della vita arbitrale, il luogo di incontro e di confronto con tutti coloro che condividono la nostra stessa passione sportiva ed associativa”.

Alla lezione tecnica erano presenti, oltre al presidente e al consiglio direttivo, l’arbitro Martina Bovini, l’osservatore Rosario Spata, l’assistente arbitro Angelo Nigito della CAN-D, e il rappresentante dei calciatori siciliani, Gino Giacchi.

Giuseppe La Barbera

Nella foto, l’intervento di Alessandro Pizzi; seduti da sn. Luigi Bellassai, Rosario Spata ed Andrea Battaglia.

Altre fotografie