Pacifici: nelle nostre radici la vitalità e la forza odierna

Carlo-Pacifici-ad-Acireale

La sezione di Acireale ha avuto l’onore ed il piacere di avere come relatore alla Riunione Tecnica del 4 marzo il commissario CAI, Carlo Pacifici, della Sezione di Roma 1, accompagnato dal componente CAI, Giorgio Vitale di Caltanissetta. Ad accogliere gli illustri ospiti nei locali sezionali il Presidente regionale Rosario D’Anna, il Presidente sezionale Olindo Ausino, quello onorario Filadelfo Grasso ed i due Vice, Giovanni Greco e Francesco Antonio Grasso.

Dopo i saluti introduttivi di Ausino, Vitale e D’Anna, che ha ricordato alcune partite arbitrate da Pacifici nella zona tra cui un sentitissimo Catania – Acireale in Serie C1, spazio al Commissario CAI, che ha tenuto per oltre un’ora una dotta relazione spaziando attraverso molteplici argomenti. Dopo aver salutato l’associato Pietro Nicolosi, che è stato suo organo tecnico, Pacifici ha sostenuto che la sua non è una lezione, perché “noi nell’AIA ci sentiamo sempre alunni, perché chi si sente professore, chi si sente arrivato, probabilmente è giunto al momento di uscire”. L’Organo Tecnico nazionale ha affermato come in un momento di profonda crisi del sistema calcio, la nostra Associazione sia l’ultimo dei problemi: “Noi rivendichiamo – ha ribadito – di essere un’Associazione unica a livello mondiale, che ha 100 anni di storia”.

Queste parole hanno introdotto la parte storica dell’intervento di Pacifici, che ha estrapolato alcuni aspetti particolari del primo regolamento dell’AIA, sempre attuali: in esso infatti erano incluse la dignità (“dote necessaria per un arbitro che ci appartiene sia dentro che fuori il terreno di gioco”), il perfezionamento (“studiare sempre il Regolamento che è in continua evoluzione”), la discussione (“che avviene dentro le Sezioni, vera risorsa per la nostra Associazione, in cui si scambiano le culture”), l’istituzione dei corsi arbitri (“associazione in continuo ricambio, che oggi conta ben 34.500 iscritti”), e la spiegazione delle regole del calcio (“sarebbe bello vedere gli arbitri che spiegano le regole e riappropriarci del fatto di portare avanti l’emancipazione del gioco del calcio”).

Quindi Pacifici ha ricordato un grandissimo arbitro, Riccardo Lattanzi, cultore del regolamento che diceva sempre che “non si può apprezzare un gioco senza conoscerne le regole”. Lattanzi ha insegnato che arbitraggio vuol dire gratuità, e che arbitri lo si è dentro e lo si è per tutta la vita. Citando Kant, poi il relatore ha voluto rimarcare l’importanza dell’etica da tenere per ogni appartenente all’AIA. La seconda parte è tutta incentrata sull’aspetto tecnico, con l’enucleazione di alcuni aspetti della direzione di gara. Tra questi il coraggio (“non essere in balia degli eventi”), la tempestività nell’intervento, la conoscenza delle regole, la preparazione atletica (“il calcio moderno vuole l’arbitro atleta”).

Poi si è soffermato sugli aspetti della valutazione della prestazione arbitrale: comportamentale, atletico – tattico, tecnico e disciplinare. L’intervento, seguito con particolare interesse ed attenzione da tutti i numerosi presenti, è stato concluso da Carlo Pacifici con questo motto rivolto particolarmente ai giovani arbitri: “Senza questa Associazione oggi non ci sarebbe il calcio, ma senza di voi non ci sarebbe nemmeno l’Associazione, il cui fondamento sono gli Arbitri”.

Tra i presenti alla riunione il Delegato della FIGC di Enna, Salvatore Marano, il componente della Delegazione FIGC di Catania, Sebastiano Re, il componente il Settore Tecnico, Nunzio Manusè, il componente CRA, Giuseppe Raciti, ed i collaboratori Giuseppe Bella e Mario Romeo. La serata si è conclusa con un’ottima cena presso un noto ristorante nel centro cittadino.

Rodolfo Puglisi

Nella fot, da sn. Vitale, D’Anna, Pacifici, Ausino