Nicchi: “Autonomia significa trasparenza e terzietà”

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Sessanta anni e ripartire. Con un entusiasmo, se possibile, maggiore di prima. E’ questa la convinzione che ha albergato nell’animo degli associati ennesi al termine della celebrazione del “compleanno” della propria Sezione lo scorso sabato 17 dicembre. Una grande festa, voluta ed organizzata dal Presidente Filippo Tilaro e dal Consiglio Direttivo Sezionale, alla quale è intervenuta la massima Autorità arbitrale, Marcello Nicchi, ad ulteriore testimonianza che il vertice dell’Associazione è anche fisicamente vicino alla base della stessa come mai era avvenuto prima.

Prima della manifestazione Nicchi, unitamente al Presidente regionale Rosario D’Anna, è stato ricevuto nella sede della Provincia dall’Assessore allo Sport Maurizio Campo, che ha ribadito l’importanza di un’organizzazione come l’AIA nel tessuto sociale, che svolge anche funzioni di agenzia educativa. Ai Presidenti Nicchi e D’Anna sono state donate due teste della dea Cerere, simbolo della Provincia e del territorio ennese.

In serata la cerimonia ospitata nei locali dell’Istituto Tecnico Commerciale "Duca D’Aosta" ad Enna Bassa ed alla quale sono stati presenti anche alcune persone legate alla Sezione quali Vincenzo Sgroi (Presidente dal 1982 al 1988), i figli di Luigi Restivo e Vittorio Napoli (a capo rispettivamente dal 1952 al 1956 e dal 1968 al 1974), i passati Presidenti ancora in organico, Paolo Rosso (dal 1976 al 1982 e dal 1988 al 1990), Giovanni Vetri (dal 1990 al 2004) e Luigi Barbarino (dal 2004 al 2008).

Nell’aula magna dell’istituto scolastico Tilaro ha dato il via alla manifestazione sottolineando, tra l’altro, la presenza anche dei genitori degli arbitri, “che sono partecipi del percorso formativo dei loro figli e della vita sezionale”. “La piccola Sezione di Enna – ha continuato Tilaro presentando al pubblico gli altri Presidenti siciliani – vuole tenere per mano le altre undici consorelle e proseguire nell’attuare il Progetto Sicilia, di crescita e valorizzazione costante dei nostri elementi”.

Dopo, il Segretario sezionale Luigi Ticino ha ripercorso la storia del gruppo arbitri ennesi, cui ha fatto seguito una proiezione con delle immagini delle attività svolte negli anni. Quindi il saluto degli ospiti intervenuti: il Sindaco di Barrafranca Angelo Ferrigno, il Presidente provinciale del CONI Roberto Pregadio, l’ex Presidente della FIGC ennese Attilio Mingrino, l’attuale Delegato Salvatore Marano, il Delegato della FIGC di Catania Carmelo Pergolizzi, il componente CAN 5 Francesco Falvo e quello alla CAI Giorgio Vitale e padre Saddemi che ha “benedetto” la festa.

E’ stata la volta poi del Presidente regionale D’Anna, che si è detto contento di vedere gremito il salone scolastico da tante persone appartenenti e non all’Associazione, segno dell’importanza che l’AIA riveste in seno alla Società. “La sezione Sicilia – ha proseguito rivolgendosi a Nicchi – è qui presente al completo, caro Marcello, con i Presidenti di Sezione e con i componenti, referenti e collaboratori del Comitato Regionale. Vedo la Storia ed è importante perché ogni tanto ci dobbiamo ricordare come eravamo. Oggi c’è uno spirito nuovo in regione, specie per quello che riguarda la tutela dei ragazzi. Inoltre ad Enna, ricordiamolo, è stato ospitato il primo raduno interamente dedicato alle donne dell’AIA, organizzato da questa Presidenza regionale”.

Quindi l’atteso discorso del Presidente Nicchi, che ha sottolineato il clima di gioiosità che si respira nella Città capoluogo più alto d’Italia. “L’AIA – ha affermato – sta vivendo un momento importante e felice perché constatiamo che molti raggruppamenti da tanti anni ormai appartengono a questa benemerita Associazione ed è per questo che il primo saluto e pensiero va a chi ha creato le Sezioni, a quelle persone giovani di spirito che hanno messo in piedi questa struttura. Oggi abbiamo la responsabilità di doverla proteggere. Si può tranquillamente affermare che l’AIA è come un ministero con 35mila persone che in media non raggiungono i 45 anni di età, che funziona e lavora alla grande!”.

Il Presidente nazionale continua toccando alcuni aspetti di stretta attualità: “Gli arbitri sono gruppi omogenei di ragazzi per bene e preparati. Il mio pensiero va innanzitutto a quel sottobosco formato da 15mila partite settimanali che non è sotto i riflettori dei media ed i cui frutti del lavoro sono sotto gli occhi di tutti. Per cento anni abbiamo preteso rispetto e riconoscimento, ma come ottenerli se la gente non ci conosce? Ormai da tre anni le nostre Sezioni sono aperte a tutti e chiunque può verificare chi siamo. E contestualmente noi andiamo fuori a farci conoscere, presso le istituzioni, come oggi con la Provincia di Enna, e i giornalisti. Da poco si è concluso il Corso Arbitri Nazionale con ben 6830 iscritti, mentre il numero di chi lascia l’attività è sensibilmente diminuito. Gli arbitri di base portano in giro due valori essenziali che oggi sembrano sconosciuti: le regole e la cultura. E su questa base io personalmente continuerò a lavorare, perché chi vuol stare dentro l’Associazione deve conoscere e rispettare le regole”. Il Presidente viene interrotto nel suo dire da uno spontaneo e fragoroso applauso che diventa ancora più forte allorquando afferma: “L’aver difeso la nostra autonomia significa aver difeso un patrimonio di tutti, che porta a due cose fondamentali: trasparenza e terzietà”.

Un passaggio Nicchi lo riserva alla lotta contro la violenza asserendo che se non fossero state prese contromisure serie si sarebbe fermato il calcio “perché i nostri arbitri al macello non li avremmo mandati più. Il Consiglio Federale – ha proseguito il Presidente – ha deliberato un protocollo antiviolenza sul quale lavoreremo, ma solo annunciando i provvedimenti, anche di carattere pecuniario, i casi di violenza sono già calati del 72%.”.

L’ultima parte è riservata all’importanza delle sezioni: “In tre anni ho già inaugurato trentanove nuove sedi perché un ragazzo per appassionarsi ha bisogno anche che i locali siano confortevoli. Anche la sede centrale a giugno sarà allocata in un altro edificio, più funzionale per le esigenze dell’AIA. Frequentate le nostre sedi perché non esiste al mondo un’Associazione come la nostra in cui ci si può entrare da giovane e non uscirne più. Io sono stato contagiato da questa malattia quarantatre anni fa e non ho trovato un medico che me la curasse, perché quando gioisce un ragazzo gioisco anch’io. In bocca al lupo a tutti per il raggiungimento di grandi traguardi personali e collettivi”.

Rodolfo Puglisi

Nella foto, da sn. Tilaro, il Vice Presidente regionale Sergio Grosso, D’Anna e Nicchi.