Marcello Nicchi al 60° della Sezione di Agrigento

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Due giorni, il 13 ed il 14 giugno, dedicati ad un anniversario importante, il 60° di fondazione della Sezione di Agrigento. Due giorni intensi per i tanti ospiti che il Presidente della Sezione Armando Salvaggio ha voluto fossero presenti a questa festa che potremmo tranquillamente definire dell’AIA siciliana. E non solo, dato che erano presenti oltre al Presidente nazionale Marcello Nicchi, anche i presidenti regionali Stefano Archinà della Calabria e Nazzareno Ceccarelli del Lazio. Ovviamente presente il Presidente del CRA Sicilia, Rosario D’Anna, e tutti i componenti del Comitato. Due giorni iniziati con un pranzo di benvenuto consumato in un ristorante del bel borgo marinaro di Porto Palo (frazione di Menfi), in cui svetta una Torre di avvistamento anticorsaro risalente al XVI secolo.

La sera del 13 la cerimonia per il 60° anniversario della fondazione della Sezione aperta da un emozionato Salvaggio, che ha ringraziato tutti i presenti, tra cui anche il Sindaco della Città dei Templi, Marco Zambuto, sottolineando altresì che per la prima volta in assoluto il Presidente nazionale dell’AIA partecipa ad una manifestazione della Sezione agrigentina.

Il Sindaco Zambuto ha indicato gli arbitri come esempio di come sia possibile praticare lo sport con il rispetto delle regole, perché c’è bisogno di chi applica le regole, le mantiene e sulle stesse gioca tutta la sua credibilità.

Il Delegato della FIGC di Agrigento, Salvatore Sajeva, ha speso parole di apprezzamento per il Presidente Salvaggio, con il quale la Delegazione lavora in sinergia.

Il Presidente Archinà ha affermato come Salvaggio sia un autentico interprete di un’Associazione ormai costituita da rapporti autentici, mentre il suo omologo Ceccarelli ha ricordato il legame di calore ed affetto tra le due regioni (Lazio e Sicilia), “Vi è – ha continuato Ceccarelli – un connubio di forza esplosiva tra D’Anna e Salvaggio. I ragazzi sono ormai i protagonisti di questa nuova AIA che il Presidente Marcello ci ha regalato. Stasera si sente il profumo di una terra che ci ha accolto a braccia aperte con intensità di partecipazione e coinvolgimento ed anche il senso di appartenenza a questa nuova Associazione. Che questa vostra festa vi rimanga nel cuore. Che la festa continui sempre!!!”.

D’Anna ha sottolineato come questi eventi siano importanti perché la Sezione è il luogo da cui inizia la carriera di un arbitro, ma è anche e soprattutto il punto di arrivo di ciascun associato, a prescindere se il suo sia stato un percorso più o meno fulgido.

Quindi l’intervento del Presidente Nicchi, che apre il suo discorso con un saluto particolare alle donne in sala, ricordando che esistono ben 1600 tesserate alle quali bisogna aggiungere 34mila mogli e fidanzate di arbitri, che sono un valore aggiunto per l’AIA. Il Presidente poi accenna al Centenario ed al fatto che l’Associazione si fregerà nelle nuove divise del Tricolore, un fatto che simboleggia l’importanza riconosciuta nella Nazione. Riallacciandosi a questo evento Nicchi esprime la sua gratitudine e dell’intera Associazione verso coloro che nel 1911 crearono l’AIA: “Grazie a chi – ha proseguito – oggi ha 50 o 60 anni di tessera, che ha compiuto una parte importante del percorso centenario dell’Associazione, per quello che ha dato e che continua a dare. L’AIA ha dato anche quest’anno un contributo al gioco del calcio e ci aspettiamo un ringraziamento anche da chi non ha ancora capito che se la FIGC è stata per quattro volte Campione del Mondo un apporto lo hanno dato anche gli arbitri. Il calcio è bello perché esistiamo noi, perché ognuno nel suo ruolo dà il massimo: società, giocatori, allenatori ed arbitri. Gli arbitri sono portatori di regole e quando si rispettano le regole si porta cultura. Gli ospiti frequentano sempre più le nostre sezioni e questo significa che sta passando un messaggio di cultura. Diffondete cultura e ci troverete sempre disponibili, perché dagli errori e dal confronto si ha la crescita”. La parte finale del suo intervento Nicchi la dedica ai più giovani, ai quali dice: “Andate in campo tranquilli e sereni perché oggi i vostri dirigenti vi danno una lezione di grande trasparenza. Andate in campo per divertirvi. Arbitrare è una cosa facile, significa avere il coraggio di prendere decisioni. E ricordatevi che ci si iscrive al corso arbitri per arrivare a San Siro, ma anche per la soddisfazione ed il gusto di stare qui stasera”.

Si è passati poi alla consegna di premi e riconoscimenti: il Premio “Empedocle Mangione” è andato a Marco Sciortino, il “Giuseppe Chiaramonte” a Marco Emmanuele, l’ “Ulisse Arancio” ad Angelo Vincenzo Lo Bello, il “Pietro Arancio” a Calogero Todaro ed il “Filippo Lentini” a Salvatore Cacciatore. Riconoscimenti per alcuni associati con anzianità di Tessera sono stati consegnati a Rosario Perrone e Calogero Todaro per i 20 anni, a Calogero Arena, Antonino Sciabarrà, Giovanni Termine e Rosario Marino per i 25 anni, a Gaetano Catalano e Calogero Giardina per i 30 ed a Carmelo Mazza per i 35 anni.

Altri riconoscimenti sono poi andati a Filippo Caterinicchia, Leonardo Curreri, Angelo Vincenzo Lo Bello, Gaetano Mangano, Agostino Milioto, Davide Mongiovì, Lucio Onolfo, Dario Sorce, Marco Campanella e Salvatore Zambuto Sitra per l’esordio in Seconda Categoria; a Manfredi Scribani, Giuseppe Tarallo per il debutto in Prima Categoria; a Piero Cumbo, Marco Emmanuele, Giovanni Sanzo e Roberto Vella per il passaggio in Promozione; ad Antonio Lalomia, Pietro Bennici e Giuseppe Caico per l’esordio in Eccellenza, ed all’assistente Salvatore Napoli per il passaggio alla CAN D. Una sontuosa cena di gala ha concluso la cerimonia.

L’indomani è stata effettuata una visita alla casa natale di Luigi Pirandello, Premio Nobel per la Letteratura nel 1934, in contrada Caos ed alla Scala dei Turchi in territorio di Realmonte, dando seguito in pratica a quanto affermato dal Presidente Nicchi, che gli arbitri sono portatori di cultura.

La due giorni si è conclusa con la simpatica consegna di due targhe commissionate dal Vice Presidente regionale Sergio Grosso e consegnate da Ceccarelli ai presidenti D’Anna e Salvaggio, ufficializzati come il secondo ed il terzo vulcano della Sicilia dopo l’Etna.

Un’ampia documentazione fotografica si trova sul sito www.aia-agrigento.it

Rodolfo Puglisi

Nella foto, da sn. Zambuto, D’Anna, Salvaggio, Nicchi, Ceccarelli, Archinà.

 

Nelle altre foto:

i Presidenti di Sezione siciliane con Nicchi e D’Anna; i componenti del Comitato Regionale Arbitri Sicilia con il Presidente Nicchi;

da sn. Sajeva, Nicchi, D’Anna; Nicchi e Salvaggio; da sn. Grosso, Salvaggio, Ceccarelli, D’Anna e le targhe dei vulcani.