Lezione di Legalità per gli Arbitri Siciliani

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Una visita inaspettata per i migliori arbitri regionali di Sicilia quella del Prefetto di Palermo, S. Ecc. Giuseppe Caruso, intervenuto il 14 gennaio durante il Raduno di Metà Campionato. Una presenza che è stata fortemente voluta dal Comitato Regionale Arbitri per il forte valore simbolico e per il messaggio di legalità e di probità che uomini come il dott. Caruso testimoniano naturalmente.

Il Dott. Caruso, siciliano di Ispica, è stato questore a Crotone, Bergamo, Padova, Milano ed a Palermo, dove ha condotto alcune azioni di rilievo con i suoi uomini della Polizia di Stato, quali l’arresto di boss mafiosi come Bernardo Provenzano, allora il numero uno della cupola mafiosa, e Salvatore Lo Piccolo. Dopo essere stato a capo della Polizia nel capoluogo siciliano, il dott. Caruso è stato chiamato a dirigere la Questura di Roma, prima di essere nominato Prefetto e di fare ritorno come rappresentante del Governo a Palermo nel luglio del 2010.

A presentare il Prefetto ai giovani arbitri è stato il Vice Presidente del CRA, Sergio Grosso, suo amico d’infanzia, che lo ha tratteggiato come una persona schiva, che non ama fare passerella. “Questo Comitato – ha dichiarato Grosso – ha voluto la tua presenza qui, davanti a dei ragazzi che sono portatori di legalità sui campi di calcio siciliani, perché tu sei un Campione delle Istituzioni”. Anche il Presidente D’Anna, ha portato il suo saluto al Prefetto Caruso, ribadendo come l’AIA sia una grande Associazione che non è scevra dal tessuto sociale e che assume il rispetto delle norme, l’onestà e la rettitudine anche nei comportamenti come dei valori irrinunciabili per la sua stessa ragion d’essere. Il Prefetto Caruso, che ha come compito anche il mantenimento dell’ordine pubblico nella Provincia, si è rivolto ai giovani arbitri chiedendo loro di evitare atteggiamenti dittatoriali.

“Da appassionato di calcio, mi rendo conto di come dovere decidere in una frazione di secondo sia un’impresa ardua. A mio giudizio il buon arbitro è quello che diventa meno evidente durante lo svolgimento della partita, quindi vi consiglierei di evitare atteggiamenti e gesti antipatici, che possano irretire i calciatori ed il pubblico.” Il Prefetto si è poi soffermato sull’importanza della presenza della forza pubblica sui campi e sull’esigenza della creazione di un buon rapporto tra l’arbitro ed il responsabile, che nei piccoli paesi è spesso un maresciallo dei Carabinieri.

Alla fine dell’intervento un lungo applauso ha congedato il Prefetto Caruso, un siciliano vero che dimostra con la sua diuturna azione di amare la sua Terra. A lui il Presidente della Sezione di Palermo, Fabio Cardella, ha donato un’immagine dello Stadio della Favorita negli anni 30, mentre il Presidente CRA, D’Anna, gli ha appuntato sulla giacca la spilla della nostra Associazione.

Rodolfo Puglisi

Nella foto, da sn D’Anna, S. Ecc. Caruso, Cardella e, dietro seduto, Grosso.