L’AIA di Trapani ha il suo Presepe

L’AIA di Trapani ha il suo presepe

La sezione di Trapani ha il suo presepe. E’ toccato ad un nostro associato questo delicato compito di preparare il presepe nella chiesa di San Giuseppe (Rosmini). La Sezione, infatti, è parte integrante, ormai da un paio di anni, della chiesa dei padri Rosminiani, usufruisce della stessa entrata ed ha portato un tocco di freschezza e giovinezza nei locali parrocchiali. Il collega designato a svolgere tale compito è Salvatore Rizzo, Osservatore in carico al Comitato Regionale Arbitri della Sicilia. I parrocchiani si sono accorti della piacevole novità, anche e soprattutto, per i due scudetti ai lati della grotta della natività.

Gli sforzi della parrocchia e dei parrocchiani sono da sempre rivolti a far emergere la semplicità del Natale considerato che del Natale cristiano resta ben poco rispetto a quello fatto di luminarie, vetrine sfavillanti, botti e regali. La sezione trapanese è impegnata nel sociale: infatti, lo scorso anno alcuni associati, tra cui il Presidente Gaspare Cernigliaro ed Angelo Genovese con le rispettive consorti, hanno realizzato una commedia che è stata poi recitata negli stessi locali parrocchiali, e che è andata in replica diverse volte con una forte partecipazione sia di parrocchiani, sia di associati AIA. Il messaggio è, quindi, quello di verificare ed eventualmente evitare che il “nostro” Natale non corra il rischio di ridursi o comunque sembrare una “vetrina” di cose belle ma che possono occultare l’essenziale e trascurare i rapporti umani.

Ma, adesso è l’occasione di far conoscere a tutti gli associati AIA un po’ di storia vera sul presepe, una storia misteriosa e affascinante: “tale e quale all’atmosfera notturna e magica che la grotta sa portare nelle case dei tantissimi che la preparano ogni Natale”. Sulla sacra rappresentazione natalizia, forse, è meglio saperne ancora di più. In verità il presepio è, sicuramente, nato prima del Natale! Le più antiche immagini della nascita di Gesù, infatti, precedono la scelta del 25 dicembre come data della natività di Cristo: nelle catacombe di Roma esistono affreschi e sculture in bassorilievo raffiguranti la Madonna che porta in braccio il Bambino, sovrastati da una stella e con accanto un vecchio (forse San Giuseppe, forse un profeta); queste, sono opere che risalgono al II ed al III secolo, mentre la data tradizionale del Natale venne fissata solo nel 354 (IV secolo). Poi nel medioevo la Sacra rappresentazione esaltò il bisogno di trasferire in immagini comprensibili le oggettive difficoltà di comprendere i dogmi della fede nel drammatizzare, ed è qui che il mondo popolare, privo di mediazioni culturali, trasferì subito il proprio pathos esistenziale in questi momenti simbolo, in particolare nella Natività e nella Morte, con cui realizzare l’identificazione fra vita e fede. Così il Presepe divenne la cristallizzazione per eccellenza della Sacra rappresentazione della Natività in cui ognuno può essere non solo lo spettatore dell’evento, ma anche il narratore ed il creatore della scena e che l’umiltà dei personaggi e l’aderenza dei luoghi al proprio mondo rendono plausibile l’identificazione con la società reale ed il suo tempo.

Comunque la si metta è sempre un po’ italiano il “presepio”, ed con questo spirito un po’ bizzarro che il nostro Salvatore Rizzo ha creato una rappresentazione della Natività che sia i parrocchiani sia gli associati AIA stanno molto apprezzando e visitando con tanta gioia e felicità, gioia e felicità molto apprezzata, soprattutto, da parte del Parroco, Don Mario.

Salvatore Spada