La visita natalizia di Stefano Ayroldi ad Agrigento

Stefano Ayroldi ad Agrigento

Gli arbitri agrigentini hanno avuto un bel regalo in prossimità del Natale, la visita dell’assistente internazionale Stefano Ayroldi della Sezione di Molfetta, intervenuto all’ultima Riunione plenaria del 2010, il 22 dicembre scorso. Ha aperto l’assemblea il Presidente di Sezione, Armando Salvaggio, che, more solito, ha organizzato alla perfezione l’evento, invitando peraltro molti colleghi siciliani.

Tra questi il Delegato della FIGC di Enna, Salvatore Marano, già assistente internazionale, che ha ricordato un episodio accaduto in Puglia con l’allora neo immesso alla CAN A – B Ayroldi. Presente anche il Presidente regionale, Rosario D’Anna, che nel suo intervento di saluto ha ricordato di aver visionato l’arbitro Stefano Ayroldi in forza all’allora CAN C in una gara a Catania e di aver visto un ottimo direttore di gara. “Si può dire – ha continuato D’Anna – che Stefano sia stato un arbitro prestato agli assistenti. Dopo la delusione del mancato passaggio come arbitro, con umiltà ha dimostrato che si può iniziare un nuovo percorso con grandi soddisfazioni”.

Stefano Ayroldi si è rivolto particolarmente ai giovani dicendo loro che l’arbitraggio è una scuola di vita: “Io ho imparato l’inglese a 42 anni. – ha detto – L’arbitraggio vuol dire anche questo, migliorarsi sempre ed avere la voglia di confrontarsi con gli altri”. Stefano ha quindi parlato delle difficoltà del ruolo e della necessità di non dare mai niente di scontato: “La regola principale per l’assistente è l’allineamento, perché se sei in linea col penultimo difensore hai il novantanove per cento di probabilità di valutare bene. Sempre massima concentrazione, perché vi dovete aspettare quello che non è aspettabile.

Non bisogna mai dare niente di scontato e ricordarsi che non esiste fuorigioco a seguito di rimessa dalla linea laterale. Inoltre non ci si deve mai fare superare dal pallone, ma stare in linea con lui se è più avanti del difensore, risalire con i difensori e mai aspettarli. Stare sempre in campana, perché nessuno regala niente. Vale sempre, anche nella nostra attività il motto dei latini ‘mors tua vita mea’ ”. Un altro aspetto toccato è stato quello della cura dei dettagli e della preparazione; “A certi livelli – ha affermato Stefano – bisogna essere professionali, quindi si studiano le tattiche delle squadre ed anche dei singoli giocatori, sia attaccanti che difensori; se sono soliti lasciare la gamba dietro o giocare sul filo del fuorigioco. Se vuoi fare il professionista devi “perdere” tanti momenti, come il guardare per ore molti dvd”.

Sui calciatori, l’assistente internazionale ha rimarcato come bisogna instaurare un buon rapporto con essi, “perché se vogliono ti rovinano la partita”, ovviamente senza mai fare confusione sui ruoli. “L’aspetto comportamentale – ha dichiarato a tal proposito – è quello rilevante nell’AIA”. Spazio poi alle curiosità dei colleghi ed alla narrazione dell’ormai famoso episodio avvenuto durante gli ultimi mondiali in Sudafrica. Da ultimo Stefano Ayroldi ha voluto chiudere ricordando il padre, scomparso lo scorso 1 novembre: “Un grande dolore per me, ma dopo tre giorni sono andato in campo: l’arbitraggio è anche questo, ti aiuta tantissimo, sempre”.

La riunione è stata chiusa dalle riflessioni di padre Salvatore Zambito, che ha cosparso di acqua benedetta i partecipanti con l’augurio di trascorre serenamente le festività. Tra i presenti anche il Presidente onorario della Sezione, Giuseppe Liberto, i presidenti delle Sezioni di Acireale ed Enna, Olindo Ausino e Filippo Tilaro, i componenti CRA, Giuseppe Raciti, Vincenzo Zampardi e Totò Contino, ed il componente del Settore Tecnico, Giovanni Vetri. Una sontuosa cena di gala ha concluso piacevolmente la serata.

Rodolfo Puglisi

Nella foto da sn. Liberto, Ayroldi, Salvaggio, D’Anna, Marano