La visita di Emidio Morganti alla Sezione di Trapani

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Lunedì 11 aprile la sezione di Trapani ha ricevuto la graditissima visita di Emidio Morganti, arbitro della CAN A, uno dei fischietti più affidabili, apprezzati, capaci ed esperti del panorama arbitrale italiano, che ha diretto 130 gare in A e più di 200 in B. La visita rientra nel tour tra le sezioni di associati, arbitri, assistenti e dirigenti che operano nelle massime categorie nazionali, fortemente voluta dal Presidente Nicchi.

Fatti gli onori di casa, il Presidente sezionale Gaspare Cernigliaro, dopo aver ringraziato gli associati presenti, il Delegato provinciale della Federazione, Toti Ernandez, il Presidente della sezione arbitri di Marsala, Biagio Girlando, e l’associato trapanese Michele Cavarretta, componente CAN D, fino a qualche anno fa collega e amico di “Mimì” alla CAN A, ha dato la parola al protagonista della serata, reduce dall’avere ottimamente arbitrato, appena la sera prima, Fiorentina – Milan.

Mimì, come ama farsi chiamare, ha intrattenuto la platea di giovani arbitri trapanesi con verve, raccontando le proprie esperienze di vita arbitrale, il proprio percorso e la crescita, dagli inizi sui campi di periferia fino all’approdo nel 2001 nel massimo campionato. L’arbitraggio è passione ma è anche “pazzia”, e in merito a ciò ha confidato: “Ho arbitrato diverse volte da queste parti e l’ultima volta che ho arbitrato a Trapani allo stadio provinciale era il 19 aprile 1998, il giorno dopo nacque mia figlia”.

Morganti ha parlato della figura dell’arbitro a tutto tondo, e quindi di “paura”, personalità, elaborazione della realtà, credibilità e comportamento che deve essere assunto sia in campo che nella vita quotidiana. L’Arbitro “vive” con la paura di sbagliare, un po’ perché nel corso della gara si trova ad assumere molte decisioni importanti in pochi attimi, un po’ perché sotto l’occhio “indiscreto” di telecamere. Si riesce a crescere e a vincere la paura solo quando si impara dagli errori propri e da quelli dei colleghi, attraverso un confronto maturo e costruttivo. Il relatore ha raccontato alcuni dei suoi aneddoti rispetto alla preparazione alla gara, al rapporto da instaurare con gli assistenti, ha ricordato l’importanza della preparazione atletica, della forma fisica e dello studio delle squadre in generale. Nulla nel calcio di oggi può essere lasciato al caso.

Un Arbitro, secondo Emidio Morganti, deve essere “spigoloso come un cubo e rotondo come una sfera” allo stesso tempo, e cioè deve essere, in mezzo al terreno di gioco, sempre pronto a “proteggersi” con gli angoli del cubo, avere la capacità di allontanare le proteste e tutti quegli eventi che possano interferire con la direzione della partita e saperli affrontare; mentre, fuori dal terreno di gioco, è necessario essere rotondo, farsi scivolare di dosso tutti i commenti e allo stesso modo, far scivolare via tutti gli errori commessi, così da “non portarsi il peso dello sbaglio per il resto della gara”, sgombrando la mente e continuando ad arbitrare con concentrazione, per evitare di vivere lo stress e la paura di sbagliare ancora.

Mimì è un fiume in piena, ha proseguito facendo notare ai più giovani l’importanza della sezione quale fulcro determinante per la crescita degli arbitri, saper ascoltare i consigli dei colleghi più anziani e degli osservatori che di volta in volta si trovano nel percorso arbitrale e cercare di prendere sempre il meglio di tutto. Ai più giovani ha spiegato che quella dell’arbitro di calcio è un’avventura interessante che regala infinite soddisfazioni dando la possibilità di crescere dentro il terreno di gioco ma soprattutto nella vita di tutti i giorni e della fortuna che sia ha a 16 – 17 anni nel prendere delle decisioni. Mimì ha dimostrato fra l’altro una grande disponibilità nei confronti dei giovani colleghi, che lo hanno letteralmente tempestato di domande e di foto e che sono rimasti davvero entusiasti della possibilità di confrontarsi con un collega impegnato nella massima serie. Una serata ben riuscita, svoltasi nello splendido scenario Tonnara di Bonagia.

Nella foto, da sn. Girlando, Cavarretta, Cernigliaro, Morganti, Ernandez.

Salvatore Spada