La visita del Componente CAI Francesco Squillace

Francesco-Squillace-Trapani

L’incontro con Francesco Squillace era programmato da qualche tempo. E finalmente giovedì 1 aprile si è verificato. Non è stato uno scherzo, ma un incontro piacevole e particolare che ha lasciato il segno in tutti, giovani e meno giovani associati della Sezione di Trapani. La riunione si è svolta quasi come fosse una semplice chiacchierata tra amici e colleghi, tra cui Michele Cavarretta, anch’egli della famiglia CAI. La sala sezionale era gremita in ogni ordine di posto, tanto che molti associati sono stati costretti ad assistere stando in piedi.

Una gradita sorpresa per Squillace è stata la presenza del Questore di Trapani, dott. Giuseppe Gulatieri, arbitro benemerito, suo conterraneo ed amico. Dopo una breve presentazione, il Presidente sezionale Gaspare Cernigliaro passa la parola a Francesco, che ha introdotto l’argomento della riunione, “la prestazione arbitrale” in tutti i suoi aspetti. Squillace ha subito posto in evidenza gli aspetti più importanti, a cominciare da quello atletico, dicendo tra l’altro: “Bisogna essere mentalmente allenati a correre, non ci si può allenare in funzione della partita o del raduno, ma bisogna darsi un metodo”.

Squillace ha continuato lanciando diversi messaggi ai giovani colleghi, tra cui l’allenarsi sempre con la pioggia e con il vento in tutti i periodi dell’anno e stilando un programma serio e valido per essere atleticamente sempre al top e per riuscire ad essere sempre vicino alle azioni, che è anche il primo vero strumento di prevenzione. E poi, dalla capacità di adattarsi alle situazioni al saper leggere il momento per prevedere gli sviluppi del gioco, alla capacità di comunicare sia con il linguaggio verbale sia con quello del corpo.

A tal proposito ha aggiunto: “L’arbitro deve andare in campo sereno e sicuro di sé, ma conscio che l’imprevisto può verificarsi; quindi, bisogna avere anche la padronanza del Regolamento, che associata alla brillantezza atletica e, non ultimo, al ‘buon senso’ costituiscono le basi per costruire l’arbitro del domani”. Inoltre Francesco ha ricordato come l’arbitro debba essere pronto a pensare sempre a delle soluzioni, perché in gara nulla è scontato, senza tralasciare altri aspetti quali il possedere la “personalità”, il rapporto con calciatori e dirigenti (il modo di salutarli prima e dopo la gara), l’equilibrio nelle decisioni, l’adozione dei giusti provvedimenti disciplinari, il modo di “fare squadra con i colleghi”, il rapporto che si crea con il collega prima, durante e dopo la gara, senza mai essere noiosi o troppo prolissi.

Una riunione tecnica veramente interessante, anche per il modo in cui Francesco Squillace si è posto alla platea, con tanta semplicità e naturalezza, rispondendo alle domande poste dagli associati. Prima di terminare ha invitato i giovani a non abbattersi alle prime difficoltà, ma a tenere duro, a crederci sempre e a non mollare mai; in proposito un ruolo importante riveste la Sezione, che è la casa di ogni arbitro. Tutti siamo stati colpiti e impressionati dalla modestia di Francesco Squillace. La serata si concludeva in un noto ristorante vicino alla “tonnara di Bonagia”.

Salvatore Spada