La “ Terza Età’ ” Di Massimo Brusca di Palermo

Massimiliano-Brusca

Nella rubrica di oggi abbiamo sentito una delle testimonianze più vere della passione per l’arbitraggio, la voce di Massimo Brusca, grande amico della Sezione arbitri di Palermo.

-Massimo, ho deciso di dare un titolo particolare a questa rubrica, la “terza età”, appunto.

“Esatto (sorride, ndr) …certo mi fai già sentire anziano, ma arbitralmente parlando è davvero la mia terza età”.

-Prima di spiegare questo titolo raccontaci un attimo come nasce la passione per fischietto e cartellini.

“La mia esperienza arbitrale nasce nel 1997, dopo aver appeso all’età di diciotto anni le scarpette al chiodo…per evidenti limiti tecnici! Gioco sino alla juniores, ma più di lì capisco di non poter andare, e per restare dentro il mondo del calcio decido di frequentare il corso per arbitri di calcio”.

-Deduco quindi che sin dai sedici, diciassette anni manifestavi stima per la figura dell’arbitro.

“Ma quando mai…io in campo ero pericoloso! Protestavo sempre…altro che stima. Però effettivamente c’era qualcosa che mi affascinava di quella divisa nera, credo la possibilità di confrontarsi con ventidue calciatori, di decidere in breve tempo se dare o meno un rigore…”

-Tu sei un esempio di quello che in gergo calcistico chiameremmo “attaccamento alla maglia”, ricordo che tu detieni un record di partite arbitrate nella stessa stagione…

“Già, un paio di stagioni fa ho arbitrato 130 partite in uno stesso anno. Il mio cellulare è sempre acceso, ogni venerdì sera preparo comunque il borsone, anche se non sono designato e accetto qualsiasi partita che dovesse rimanere scoperta”.

-Dai, allora spieghiamo come mai ti senti nella terza vita arbitrale.

“Beh, la prima età è stata quella di arbitro, una grande esperienza che mi porta in cinque, sei stagioni a dirigere gare del massimo campionato regionale, l’Eccellenza. Accarezzo il sogno di diventare un arbitro nazionale, ma per pochi centesimi di differenza non riesco ad essere tra i primi sei arbitri che poi transitarono alla Can D. Ambizioso come sempre, decido di tentare l’avventura dell’assistente, la mia seconda età…all’inizio non mi vedevo con la bandierina in mano, ma passate le prime partite di ambientamento, il nuovo ruolo comincia ad entusiasmarmi”.

-Anche qui, purtroppo un po’ di sfortuna.

“Eh si, il mio impegno non ha trovato il premio che speravo. Nella terza stagione da assistente chiudo l’anno al quinto posto in graduatoria regionale, ma giusto giusto alla Sicilia toccano tre posti alla Can D.

-A quel punto, cosa scatta?

“Il mio grande amore è l’essere arbitro, quindi chiedo di poter essere reinserito nel ruolo.

Qui comincia la mia terza età, dalla Prima categoria”.

-E ieri (domenica, ndr) il nuovo esordio in Promozione.

“Eh si. E’ stato un premio all’impegno e alla disponibilità profusi…è stato bello rivivere l’esperienza di << uscire in terna >> ” .

-Massimo, grazie mille di questa testimonianza che spero sia di grande stimolo per i giovani arbitri che si apprestano a vivere l’avventura arbitrale.

Grazie a te, e in bocca al lupo a tutti i colleghi, che portino sempre in alto il nome della Sezione di Palermo.

Andrea Capone