La riunione con Giorgio Vitale ad Acireale

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La prima riunione del mese di marzo, svoltasi giorno 2, ha avuto come relatore il componente CAI Giorgio Vitale della Sezione di Caltanissetta. Un ospite d’eccezione dunque, ma soprattutto un amico come egli stesso ha detto all’inizio del suo discorso affermando che nella Sezione acese ha ritrovato le persone più care anche nei momenti personali più travagliati.

Introdotto dal Presidente sezionale, Olindo Ausino, e da quello regionale, Rosario D’Anna, Vitale ha esordito dichiarando il suo intento di stare assieme al Presidente regionale in carica perché persegue l’interesse comune di portare la cosiddetta “Sezione Sicilia” sempre più in alto.

Il dirigente nazionale è passato poi alla breve descrizione della Commissione di cui fa parte, presieduta da Carlo Pacifici, spiegando la sua area d’intervento che nello specifico attiene agli Osservatori Arbitrali; in seno alla CAI quindi fa parte assieme ai colleghi Paolo Giuseppe Baldacci, Francesco Natilla e Mauro Felicani, il quale è il coordinatore, di una sorta di mini-commissione relativa agli Osservatori.

Vitale, inoltre, non dimentico dei suoi diciassette anni di presidenza sezionale, quasi un record, ha esortato i ragazzi a frequentarla, perché essa è il luogo principale dell’attività.

Terminato questo cappello introduttivo, è passato poi alla spiegazione delle doti arbitrali, che sono l’allenamento, il talento ed il regolamento, ricorrendo spesso a delle figure retoriche per rendere più chiaro il suo concetto.

Nel caso della preparazione atletica il relatore ha fatto riferimento allo sportello bancomat, da cui si preleva, in questo caso energia, nel momento del bisogno; “La certezza di un’ottima preparazione – ha dichiarato – aumenta la convinzione di sé stessi ed influisce sul comportamento di calciatori e pubblico”.

Sul talento arbitrale, egli ha affermato che è una dote raggiungibile e lo si può costruire aderendo con passione ed intelligenza nel decorso dell’attività; esso ricomprende lo svolgimento delle tattiche e la capacità di analisi dei fatti di gioco.

L’ultima dote è la cognizione del Regolamento, perché non si può applicare una legge senza che la si conosca.

Vitale, interessando qualche ragazzo con alcune domande, ha toccato inoltre anche gli aspetti comportamentale e disciplinare, finendo quella che senza tema di smentita potremmo chiamare una “lectio magistralis” sulla prestazione arbitrale.

Oltre un’ora, quindi, di opportuno ripasso sulla figura arbitrale in campo e sui vari spunti di riflessione per avere un arbitro che sia camaleonte, fornito di intelligenza e perspicacia nel leggere e valutare le varie situazioni e che metta a frutto le sue doti arbitrali.

Rodolfo Puglisi

Nella foto, Vitale durante la conferenza.