In memoria di Borsellino l’AIA vicino alle Istituzioni

Memorial-Borsellino

Il 12 luglio si è svolto presso l’impianto sportivo della Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo il 1° triangolare di calcio a 5 “Memorial Paolo Borsellino” nel ventennale della strage di via D’Amelio, avvenuta il 19 luglio 1992.

Alla manifestazione, patrocinata dall’ASVOPE ed organizzata dalla Direzione della Casa Circondariale Pagliarelli di Palermo su iniziativa del Direttore, Dott.ssa Vazzana, e del Comandante di Reparto, Comm. Rizzo, ha aderito il Comitato Regionale Arbitri della Sicilia presieduto dal vulcanico Rosario D’Anna, che con la Sezione AIA di Palermo guidata da Fabio Cigna, ha provveduto a designare gratuitamente gli arbitri del torneo, i colleghi Marco Giulivi e Vincenzo Cambria, che hanno ben diretto le tre gare nonostante una calura impressionante con circa 45 gradi.

Ancora una volta l’AIA ha dimostrato di essere vicina alle Istituzioni con i propri Arbitri, oramai sempre più riconosciuti dall’opinione pubblica quali cultori e dispensatori di legalità.

Per la cronaca, il triangolare, che ha visto la partecipazione di una selezione formata da detenuti, una da agenti della Polizia Penitenziaria e la compagine della Polizia di Stato, capitanata dal figlio del compianto magistrato, il Vice Questore Aggiunto Dott. Manfredi Borsellino, è stato aggiudicato dalla Polizia Penitenziaria che ha superato nella terza gara la compagine della Polizia di Stato.

Ottima la prova della selezione di detenuti che, allenati dall’educatore Santoro, mente organizzativa del triangolare ed ex arbitro di calcio negli anni 90, ha ben figurato nelle due gare.

Ma il vero vincitore della manifestazione oggi è stato lo Stato che, in memoria di Paolo Borsellino, grande cittadino e grande magistrato sempre in prima linea fino al sacrificio supremo della vita per l’affermazione dei valori di legalità e del rispetto delle regole (principi fondamentali anche per noi arbitri), persegue lo scopo maestro dettato dall’art. 27 della Costituzione, di rieducare il “cittadino detenuto” colpevole di avere infranto le regole al rispetto delle stesse, conformando la condotta ai principi di legalità anche attraverso la disputa di una partita di calcio a 5.

Luigi Pillitteri

Nella foto, le tre squadre schierate a centrocampo (gli amaranto sono i detenuti, i bianco-azzurri la Polizia Penitenziaria, i gialli la Polizia di Stato);