Farneti: l’essenza di essere arbitro

Farneti-a-Siracusa

Nei giorni scorsi si è tenuta nei locali dell’A.I.A. di Siracusa una importante riunione con l’ex assistente internazionale Piergiuseppe Farneti di Cagliari, attualmente componente della Commissione Arbitri Nazionale Dilettanti.
L’ospite, arrivato in mattinata, ha avuto modo di apprezzare le nostre realtà culturali, visitando la città di Siracusa. In sede di riunione, dopo il saluto iniziale del presidente provinciale A.I.A  prof. Giuseppe Abbate, Farneti ha esordito, affermando che tale visita rientra nel progetto, consolidato da qualche anno dall’A.I.A., per avvicinare i vertici nazionali alla base. Si è detto onorato di essere a Siracusa, data la grande tradizione dei Lo Bello e ha parlato un po’ del suo curriculum arbitrale, con le tante soddisfazioni avute, soprattutto la finale di Champions League Real Madrid-Valencia coadiuvando l’arbitro Braschi.

Ha impostato la riunione, in una sala arbitri gremita, sottolineando i 4 aspetti fondamentali per poter avere una prestazione arbitrale adeguata: comportamentale, Atletico-Tattico, Disciplinare, Tecnico.
Il comportamentale è l’essenza di essere arbitro e abbraccia  tanti aspetti come: personalità, temperamento, carattere, modo di proporsi, gestualità adeguata, autorevolezza, coraggio decisionale, autostima. L’essenza dell’arbitro è quella di essere sempre propositivo anche quando sbaglia, il coraggio è una delle doti fondamentali dell’arbitro.
Pertanto è altresì importante il concetto di autostima, che fluttua tra un minimo e un massimo, il minimo attanaglia l’arbitro, portandolo a sbagliare, il massimo può essere deleterio, pertanto si richiede un equilibrio adeguato, e spesso l’esperienza è una componente importante per la sicurezza.

2
Atletico-tattico: l’arbitro che conosce le tattiche di gioco non sbaglia, poiché la tattica  serve ad arricchire il suo essere in campo, la posizione migliore per vedere fatti e situazioni e pertanto trovarsi al punto giusto e nel momento giusto. L’aspetto disciplinare: se l’arbitro è autorevole, ha una gestualità adeguata, ha il coraggio decisionale, il temperamento, non avrà problemi sul terreno di gioco. Il disciplinare non riconduce solo  alla notifica del cartellino giallo e rosso, ma importante azione la fa anche la prevenzione; l’ammonizione comminata nel proseguo della gara deve avere un’efficacia e non deve essere fine a se stessa.

3
L’aspetto tecnico: il regolamento va interpretato, bisogna impreziosire la prestazione, dare un enorme impulso alla gara, essere equi e giusti, in ogni caso è importante conoscere il regolamento, e porre attenzione il fallo tattico così come quello di mano, o sanzionare quei giocatori che volontariamente stanno davanti il pallone per ostruzionismo e non per rendere efficace il gioco del calcio. E’ qui che Farneti ha fatto un parallelismo con il professionista, con gli stessi presupposti, le capacità tecniche particolari seppur con finalità diverse: il professionista è mosso dalla passione mentre l’arbitro è caratterizzato dal volontariato, inoltre le 2 professioni hanno tre elementi in comune:

  • Sapere: cioè il possesso di conoscenze tecniche particolari;
  • Saper Fare: l’applicazione pratica di ciò che si è studiato;
  • Saper Essere: riassunto dei due punti precedenti e con tutte le caratteristiche per operare al meglio.

Al termine dell’excursus fatto da Farneti, sono intervenuti diversi associati, ponendo alcune domande all’oratore, visibilmente soddisfatto e commosso per la calorosa accoglienza. Infine il presidente Abbate, ringraziando l’ospite con degli omaggi, ha sottolineato ai propri associati quanto tutti gli aspetti evidenziati siano importanti per un ottima carriera arbitrale.

Angela Carrubba

Foto 1: da sinistra il presidente Giuseppe Abbate, l’ospite Piergiuseppe Farneti e i due vice presidenti Maurizio Di Biase e Stefano Di Mauro.

Foto 2 e 3: Giuseppe Abbate e Piergiuseppe Farneti.