Debutto in Promozione per l’arbitro Viola di Trapani

Sandro_Viola

Sandro Viola, classe 1986, all’ottavo anno da arbitro effettivo, dopo 13 partite in Prima Categoria, ha recentemente debuttato in Promozione dirigendo la gara "Cianciana 2000 – Città Isola delle Femmine".

Allora Sandro, ce l’abbiamo fatta!
Si, finalmente è arrivata la "Promozione". Sono molto contento! Dopo 150 partite e, ritengo, parecchia esperienza accumulata in questi anni, si iniziano a vedere i risultati. Sono felice per il traguardo ottenuto, ma allo stesso tempo sono fermamente convinto che c’è ancora tanto lavoro da fare per migliorarsi. Questo raggiunto rappresenta infatti per me semplicemente un nuovo punto di partenza.

Qual è il ricordo più bello che hai della tua carriera arbitrale?
Devo dire che in questi 8 anni vissuti da arbitro dentro e fuori gli impianti sportivi mi sono preso diverse soddisfazioni, anche se non sono mancati i momenti difficili. Se devo citare il momento per me più significativo comunque non ho difficoltà a scegliere una telefonata ricevuta del Presidente della mia Sezione ad agosto dell’anno scorso. Davanti a me si poneva un bivio: continuare la mia carriera come arbitro o fare il passaggio come assistente.
Da quel momento ho capito che doveva cambiare qualcosa dentro me e così sono diventato un arbitro diverso. Quella telefonata mi ha stimolato a dare il massimo delle mie possibilità e questa promozione avvalora gli sforzi fatti. Scelgo questa telefonata come episodio più bello dunque per dare testimonianza a tutti come con determinazione si può ottenere qualsiasi obiettivo. Ringrazio dunque il Presidente Cernigliaro per la fiducia che da sempre ha riposto in me, e colgo l’occasione di questa domanda per assicurare che cercherò di dare sempre il massimo delle mie possibilità. In primo luogo per me e per la mia Famiglia ma anche per tutti i miei amici della Sezione di Trapani.
Quali caratteristiche devono secondo te contraddistinguere un arbitro?
Come dicevo determinazione, ottimismo, umiltà e fiducia in se stessi ma anche un po’ di testardaggine. Credere in se stessi è, secondo me, il primo passo verso il successo e non solo in ambito sportivo.
C’è qualche gesto particolare che fai prima di iniziare una partita?
In realtà si, ma non si tratta di un gesto scaramantico. Ogni settimana quando preparo il borsone non dimentico mai di portare con me la fotocopia di un articolo pubblicato qualche anno fa da Maurizio Mattei sulla rivista l’Arbitro. Ho davvero fatto mie le sue parole e le rileggo ogni volta prima di scendere in campo. Nell’articolo parla di come "l’arbitro deve essere ottimista" per portare a termine la partita con successo e che "tenere a freno le proprie reazioni emotive" sia utile durante lo svolgimento della partita. Continua puntualizzando come "occorra saper guidare la propria mente su cosa sta avvenendo in quel preciso istante e non su cosa è accaduto nell’azione precedente". Prosegue dicendo che non è la partita o i calciatori a rendere difficile una gara ma la condizione stessa dell’arbitro che, se privo da ansie e paure, non subisce condizionamenti e riesce a prendere la decisione più giusta in qualsiasi contesto. Conclude dicendo che si può anche "ripensare ad episodi positivi successi in campo […] rivivendo mentalmente alcune situazioni positive e gratificanti".
E io da questo momento porterò nelle prossime partite anche il mio esordio in Promozione come episodio positivo. 
Infine hai qualche altro ringraziamento da voler fare?
Certo! Ho già ringraziato il Presidente Gaspare Cernigliaro e tutti gli amici della Sezione di Trapani per la fiducia riposta in me. Ringrazio inoltre tutti gli arbitri che ho conosciuto in questi anni per avermi fatto amare questa Associazione anche attraverso le loro esperienze. Ringrazio il Presidente del C.R.A. Rosario D’Anna, i Componenti Sergio Grosso, Filippo Alongi, Salvatore Contino, Vincenzo Zampardi e tutto l’Organo Tecnico Regionale per la stima dimostratami e per essermi stati vicini anche nei momenti di difficoltà.
Infine ringrazio tutti i giocatori che mi hanno creato tante difficoltà in campo, perchè è anche grazie a loro se sono cresciuto caratterialmente. Io ritengo molto formativo questo Sport per un ragazzo che, come me, inizia ad indossare la divisa all’età di 15 anni e che si deve confrontare con realtà a volte ben diverse dall’ambiente in cui si è cresciuti. E’ anche grazie a loro se ho capito che la vita, a volte, ti chiede di dover alzare la voce per farsi valere e non essere sopraffatti dagli altri. E’ questo il ringraziamento più grande che sento di dover rivolgere a questo fantastico Sport che è essere arbitro di calcio.

Salvatore Spada