D’Anna: I giovani hanno bisogno dei colleghi più esperti

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Il Presidente del CRA Rosario D’Anna si appresta a concludere il consueto giro di visite nelle sezioni siciliane e, lo scorso 24 ottobre, è stata la sezione etnea ad avere il piacere di ospitarlo come relatore di una interessante riunione che ha appassionato tutti i presenti per oltre un’ora.

Il massimo dirigente regionale, come ormai ci ha abituato nel corso della sua Presidenza, è arrivato accompagnato da un componente CRA, per l’occasione Andrea Liga, responsabile del Calcio a 5, il quale, anche su invito del Presidente Cirino Longo, si è intrattenuto con i colleghi della disciplina a partire dalle 19:00 trattando vari temi e discutendo circa le nuove disposizioni nazionali; Liga si è detto soddisfatto dell’organico della nostra sezione ed ha ricordato a tutti che l’ambizione e l’impegno sono i cardini per chi vuole andare avanti.

Alle 20, dopo un breve saluto del Presidente Cirino Longo, ha avuto inizio la riunione plenaria che ha visto il Presidente D’Anna trattare con la solita disinvoltura diversi argomenti calamitando l’attenzione dei presenti e spaziando dal discorso tecnico a quello associativo, alle varie problematiche che riguardano gli arbitri.

Dapprima ha fatto il punto sugli associati inquadrati nell’OTR ribadendo la difficoltà nel gestire i campionati regionali con i pochi arbitri a disposizione ma facendo comunque esordire un grande numero di ragazzi nelle massime categorie regionali; l’organico degli OA è stato, invece, ridotto per avere una maggiore qualità e il Presidente ha voluto sottolineare come la commissione regionale non abbia modificato un solo voto attribuito dagli osservatori i quali, prima regione in Italia, inviano direttamente al responsabile, tramite sms, il voto assegnato alla terna immediatamente dopo il termine della gara.

Per quanto riguarda l’aspetto associativo, ha evidenziato ancora una volta come la sezione sia la casa madre di ogni arbitro e come tutti debbano considerarla un punto di partenza ma anche un punto di arrivo, che la passione per l’arbitraggio deve contraddistinguere tutti, dal semplice associato al Presidente, paragonando l’associazione a una barca dove c’è chi rema, chi indica la rotta e chi tiene il timone, e che con l’umiltà si può raggiungere qualunque traguardo. Ha poi aggiunto che le sezioni vivono se ci sono arbitri ma questi, per crescere, hanno bisogno dei colleghi più anziani che, stando accanto ai ragazzi e seguendoli nel loro percorso, devono trasmettere la loro esperienza e il loro attaccamento alla divisa arbitrale; ha rimarcato, inoltre, il fatto che l’AIA è l’unica associazione che permette agli anziani di rapportarsi e confrontarsi con i giovani.

Quindi ha concluso l’intervento affrontando alcuni dei problemi che affliggono gli associati come la questione dei rimborsi arbitrali, ormai inadeguati, che dovrà essere affrontata e risolta al più presto dai dirigenti nazionali così come è stato fatto per quelli riguardanti le gare disputate nelle isole minori; resta ancora da definire, invece, il problema dell’ingresso negli stadi ma anche in questo caso ci si aspetta una ferma presa di posizione da parte dell’AIA centrale.

La consegna di un piccolo ricordo al Presidente D’Anna e ad Andrea Liga ha segnato la fine della partecipata assemblea.

Nella foto, da sn. Liga, D’Anna (in piedi), Longo ed il Presidente onorario Ugo Vittoria.

Nelle altre foto: il saluto di Liga; D’Anna mentre parla agli associati; la sala “Giallanza” piena di arbitri di tutte le età; la consegna dei doni agli ospiti da parte del Presidente Longo.