Carmine Russo e la didattica della moviola

Carmine-Russo-a-Caltanissetta

E’ stato Carmine Russo, della sezione di Nola, l’illustre ospite dell’ultima riunione tecnica obbligatoria del mese di marzo, giorno 26. Il collega, arbitro a disposizione della CAN, ha intrattenuto gli arbitri nisseni facendo innanzi tutto una rapida carrellata sulla funzione dell’arbitro soffermandosi sui tre pilastri dell’attività, cioè la cura della preparazione atletica, la conoscenza del regolamento e la partecipazione alla vita sezionale.

Carmine si è detto felicissimo di tornare in Sicilia dove ha arbitrato gare in tutte le categorie, una terra che, per certi versi, è molto simile alla sua Campania: ha enfatizzato la necessità di conoscenza del regolamento (come un giocatore di poker non può giocare non sapendo se il colore batte il full così un arbitro non può svolgere le sue funzioni se non conosce le regole) che spesso, dopo il corso arbitri viene messo da parte e dimenticato.

Carmine è poi passato alla presentazione di una serie di clip relative a gare da lui dirette per evidenziare con quale spirito critico riesce ad analizzare i propri errori per migliorarsi sempre di più. Ha, così, dimostrato che lo strumento tecnologico, se usato a scopi didattici, è un preziosissimo supporto per la crescita non solo degli arbitri della CAN ma, soprattutto, degli arbitri che operano in regione e nelle sezioni.

L’illustre collega non ha avuto difficoltà a evidenziare alcune sbavature in certe sue decisioni sollecitando la platea a trovare il giusto correttivo al fine di non ripetere gli errori. La sua indubbia ars oratoria ha coinvolto tutti i presenti e molte sono state le domande poste ed alla cui risposta Carmine non si è sottratto. Ha anche evidenziato la necessità di mantenere sempre alta la concentrazione per evitare errori di valutazione: la visione di un paio di filmati, infatti, ha dimostrato che da un semplice possesso palla mal gestito spesso nascono azioni da rete rapidissime che l’arbitro disattento o poco allenato rischia di farsi sfuggire.

Ha, quindi, sollecitato i colleghi che svolgono le funzioni di assistente a chiedere indicazioni esaustive agli arbitri prima di ogni gara allo scopo di prevenire incomprensioni durante la partita.

Dopo 90 minuti intensi (un po’ come avere diretto una gara) la serata ha trovato conclusione in un locale cittadino.

Nella foto, un momento della relazione di Russo.