Calì, primo capitano della Nazionale, ma anche arbitro

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Lo scorso 15 maggio cadeva il centenario della prima gara della Nazionale italiana, giocata all’Arena di Milano contro la Francia, sconfitta per 6 a 2. Capitano di quella squadra che indossava una maglia bianca era il più anziano, il ventottenne Francesco Calì, giocatore dell’Andrea Doria. Calì, chiamato Franz, per i suoi trascorsi in Svizzera, nacque a Riposto, comune marinaro in riva allo Jonio ed ai piedi dell’Etna il 16 agosto 1882.

La Sala del Vascello del Palazzo Municipale di Riposto ha ospitato lo scorso 15 maggio, la presentazione del libro “Il primo capitano – Francesco Calì e la Nazionale” dei giornalisti Giuseppe Bagnati e Gaetano Sconzo. Calì giocherà in Nazionale le prime due partite, fece poi parte a più riprese della Commissione tecnica della Nazionale, spesso insieme ad Umberto Meazza, uno dei fondatori e primo Presidente dell’AIA. Ma Calì fu anche un arbitro, che diresse alcune tra le partite più importanti nei vari campionati. Nel primo decennio del XX secolo infatti i direttori di gara erano tesserati di società che li utilizzavano per la partite.

Nutrita la presenza di autorevoli personaggi del mondo calcistico ed arbitrale isolano di ieri e di oggi, appositamente invitati dal Sindaco del comune jonico, dott. Carmelo Spitaleri, ex calciatore di buon livello. Da Alvaro Biagini, ex calciatore di Catania e Palermo, a Dandolo Flumini, giocatore del Venezia in Serie A nel 1937 e colonna del Riposto negli anni 50, da Pippo Crisafulli, presidente del CONI di Catania, a Giovanni Valenti, vice presidente del Comitato regionale della FIGC. Presente anche il noto giornalista RAI Franco Zuccalà, per il quale questo bel libro, in cui sono narrati anche parecchi gustosi aneddoti, ricopre certi vuoti di memoria e fa conoscere il calcio di un’epoca diversa, il calcio dei primordi.

Per ricordare Calì anche come “arbitro” erano presenti il Presidente CRA, Rosario D’Anna, e l’arbitro alla CAN D, Martina Bovini di Ragusa. D’Anna ha ricevuto un riconoscimento per l’ottimo lavoro compiuto quale nuovo Presidente regionale dell’AIA e soprattutto nella valorizzazione dei giovani fischietti, garantendo al contempo la regolarità dei difficili campionati siciliani. Lo stesso Sconzo, uno dei due autori, ex arbitro della Sezione di Palermo (ma anche ex allenatore e due volte campione siciliano di cicloamatori), oggi addetto stampa del Comitato regionale della FIGC, ha affermato questo ricordando come le “lamentele” delle società quest’anno sono state pressoché nulle.

Alla Bovini, invece è stata consegnata una targa con l’auspicio di maggiori fortune e soddisfazioni nell’arbitraggio. Hanno presenziato anche il componente il Settore Tecnico, Santo Creati, l’associato Pietro Nicolosi e, in rappresentanza della Sezione di Acireale, il Vice Presidente Francesco Antonio Grasso.

Rodolfo Puglisi