A tu per tu con l’arbitro Alberto Fortunato di Palermo

Alberto-Fortunato-Arbitro-Palermo

Alberto Fortunato, classe 1975 è un associato della sezione di Palermo che detiene un palmares forse ineguagliabile di gare presso l’organo tecnico regionale. Arbitro dal 1999 vanta più di 500 partite dal momento del suo inquadramento al comitato regionale arbitri, circa 700 comprendendo anche le partite del settore giovanile e scolastico e quelle di Terza categoria.

Istruttore e personal trainer, Alberto è stato raggiunto presso la palestra in cui lavora dai microfoni di crasicilia.it

-Alberto, una grande storia arbitrale alle tue spalle…e l’avventura continua.

“Eh si. Ormai è tempo di bilanci..sono vecchio…ma non sono finito (ride, ndr)”

-Sei stato un punto di riferimento per tantissimi arbitri della sezione, è da un po’, a dire il vero, che sembri esserti allontanato.

Hai ragione, purtroppo i miei impegni lavorativi mi costringono al minimo indispensabile…ma la sezione è sempre nel cuore.

-Torniamo indietro nel tempo…raccontaci chi è l’arbitro Fortunato di Palermo.

La mia passione per l’arbitraggio nasce nel 1999 quando un mio carissimo amico ed ex collega mi spinge a diventare associato…tutto nasce così per gioco…non pensavo che avrei incontrato la passione della mia vita.

Devo molto alla memoria di Ninni Giamportone, che con i suoi consigli e i suoi racconti mi ha trasmesso l’amore per questa disciplina. Ho la fortuna di avere dei grandi maestri, da Massimo Arena al Presidente Busalacchi, condividendo l’abnegazione profonda per l’allenamento con Giovanni Griffo, che di lì a poco mi lascerà per molti anni il testimone come Referente atletico della sezione di Palermo. Dai mi vanto un po’?

-Fai pure…

Ho avuto l’onore di far crescere tanti dei ragazzi che oggi calcano i migliori campi nazionali e regionali…

Abisso, Oliveri, Falzone, e ancora i vari Capone, Guddo, Riggio solo per citarne alcuni… eh, quanti ricordi!

-Ricordo che si diceva un gran bene di te quando frequentavo il corso arbitri, una volta entrasti durante le lezioni e ti presentarono come una promessa della sezione.

“Troppo buono…è vero che feci soltanto sei mesi di settore giovanile e scolastico, transitando al CRA sotto la presidenza del mai dimenticato Renato Lo Cascio, ma l’età non era dalla mia. Ho sempre saputo che non avrei calcato i campi delle categorie nazionali. Ciononostante già nel 2002 fui inquadrato in Eccellenza e Nicola Saia iniziò ad impegnarmi nei massimi campionati regionali.

-So che hai dei record di tutto rispetto. Racconta…

“Nel mio piccolo posso vantare più di 200 partite di 1^ Categoria, e qualche anno fa ho ricevuto il premio Ussi al raggiungimento della partita numero 100”.

Ho un bel ricordo di quel Comitato regionale, devo molto in particolare ad Aldo Cigna e Maurizio Piazza. E’ stato un onore essere a loro completa disposizione. Ma non sempre l’AIA è <<rose e fiori>> , ci sono anche i momenti bui e le persone che non ti comprendono e ti fanno sentire solo.

-Qual è il ricordo più bello e quello meno felice?

La mia partita più bella, oltre l’esordio in Eccellenza che non dimenticherò mai, è stato un Playout di 1^ categoria, una delle tante <<rogne>> come amo chiamarle, che ho affrontato nella mia modesta carriera. Partita che si preannunciava di fuoco, finita invece senza un ammonizione. E non è facile.

-Certo, immaginiamo.

Ma ci sono anche le note dolenti. Un match di Promozione a Spadafora…non riesco ancora oggi a capire cosa mi ha preso. Un errore inspiegabile che è meglio non ricordare.

-E adesso, dov’è Alberto Fortunato?

Adesso mi divido tra famiglia e lavoro..la sezione purtroppo mi vede meno…ma nel cuore ci sarà sempre posto per lei. Anche se mi dispiacque moltissimo quando qualche anno fa si decise al Comitato regionale di dismettermi dall’organo tecnico regionale per rientrare in quello provinciale. Lì ho avvertito un po’ di…come dire…solitudine. Pensai anche alle dimissioni…ma i miei amici e i miei genitori mi convinsero a non buttare più di dieci splendidi anni di tessera.

-E poi?

Poi, mentre mi trovavo in riva al mare a Lampedusa nell’agosto del 2009, una telefonata inaspettata.

Il Vice Presidente Sergio Grosso, ricevuto il benestare dal Presidente di sezione Fabio Cardella, mi chiedeva se fossi disponibile a ritornare a dirigere gare di 1^ categoria. Sfrutto quest’occasione per ringraziare tutto il nuovo Comitato regionale, e in particolare il Presidente Rosario D’Anna, il suo Vice Grosso citato sopra e Vincenzo Zampardi per avermi fatto sentire ancora arbitro.

-Grazie mille Alberto per questa chiacchierata

Grazie a te. E in bocca al lupo ai colleghi!.

Andrea Capone