50 anni nell’AIA di Francesco Lo Scalzo

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E’ un pomeriggio di metà giugno quando ci troviamo di fronte, io e il collega Francesco Lo Scalzo, per scrivere due parole sui suoi 50 anni di tessera, ignorando il punto a cui saremmo arrivati: dovrebbe essere un’intervista come tutte le altre, un articolo come mille altri, e invece, lentamente, l’incontro si trasforma. Si inizia raccontando la sua storia, passando per quella della sezione e finendo a ripercorrere i miei primi passi nell’AIA.

Francesco Lo Scalzo racconta del suo ingresso nell’Associazione nel lontano 1962, con il Presidente Paolo Arculeo, e si inizia ad intravedere la passione che i grandi dirigenti del passato hanno lasciato a chi ha avuto la fortuna, anzi “il pregio” per usare le parole del nostro collega, di ascoltare i loro insegnamenti; a quei tempi la sezione era “ospitata” presso la sede della F.I.G.C. provinciale retta dal Presidente Antonio Ferlito, in via XX Settembre, poi sarebbe passata per pochi anni in un locale di via Monserrato prima di trovare la sua sede, ormai storica, nello splendido edificio di Piazza Cavour.

Lo Scalzo enuncia la sua carriera arbitrale che lo ha portato a livello nazionale nella serie D di allora, nei primissimi anni ’70, dopo 8 anni in giro per i campi polverosi decide di passare fuori ruolo, chiamato dal neo Presidente Gorgone e dal suo vice Andrea Carnevale, a collaborare col nuovo direttivo.

A questo periodo risale una delle esperienze più belle, di quelle che lasciano un ricordo indelebile nella memoria: quando fu “costretto” (la moglie avrebbe partorito a breve la loro secondogenita) dal Presidente Gorgone prima ad organizzare e poi ad accompagnare la comitiva degli arbitri catanesi ad un raduno di interscambio sezionale (iniziativa quasi pioneristica per quegli anni) dove si sono trovati a condividere idee ed esperienze con le consorelle di Bologna, Treviso e Mestre; le emozioni provate allora traspaiono ancora quando racconta dell’esperienza vissuta dai nostri colleghi che hanno diretto nel prestigioso stadio “Dall’Ara” di Bologna, in altri campi delle province di Treviso e Venezia, o nel visitare Cortina D’Ampezzo.

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In sezione ha ricoperto quasi tutti gli incarichi possibili: da segretario a cassiere, da componente del collegio dei revisori a Presidente dello stesso, fino ad essere nominato vice Commissario sezionale con Alfio Di Grazia come Commissario. Da osservatore ha visionato molti dei colleghi siciliani che poi si sarebbero trovati a calcare palcoscenici prestigiosi, uno tra tutti Emilio Pellegrino di Barcellona che considera il miglior arbitro siciliano di tutti i tempi dopo Concetto Lo Bello e Salvatore Lombardo; le nostre storie si uniscono quando sono io a ricordagli di aver avuto il piacere della sua visionatura in qualità di primo osservatore in assoluto, in una domenica mattina di quattordici anni fa, in una gara di giovanissimi provinciali.

Gli ultimi riconoscimenti sono recenti: viene nominato Arbitro Benemerito nel 2006 e, in occasione della conviviale di fine anno dello scorso 20 giugno, riceve dall’AIA la pergamena per i 50 anni di appartenenza all’associazione.

Nella foto, da sn. Lo Scalzo mentre riceve la pergamena dell’AIA dalle mani del Presidente onorario della Sezione Ugo Vittoria.

Salvatore Contrafatto